Il sacro e la bellezza nell’arte russa

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Aperta al pubblico fino al 26 gennaio 2020 alle Gallerie d’Italia, Palazzo Leoni Monta­nari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, la mostra “Kandinskij, Goncarova, Cha­gall. Sacro e bellezza nell’arte russa”: un nuovo importante appuntamento per celebrare i vent’anni di attività della sede museale vicentina e valorizzare la straordinaria collezione di antiche icone russe della Banca. Giovanni Bazoli, Presidente emerito di Intesa Sanpaolo, afferma: «Nella sontuosa dimora barocca di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza nasceva nel 1999 la prima sede delle Gallerie d’Italia, subito identificata come “casa delle icone” perché, nell’ambito del grande progetto di valorizzazione delle collezioni d’arte di proprietà della Banca, essa fu destinata a ospitare una delle più importanti raccolte di icone russe presenti in Occidente. A vent’anni dall’inaugurazione di quella esposizione, nell’intento di promuovere una più diffusa conoscenza della nostra collezione, presentiamo oggi una mostra che, grazie a prestiti eccezionali dalla Galleria Tret’jakov di Mosca e da altri musei internazionali, documenta come l’arte moderna russa abbia attinto linfa vitale dalla spiritualità degli antichi modelli iconografici. Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Vicenza, in occasione del ventesimo compleanno, riaffermano la loro vocazione ad essere un luogo di incontro fra Oriente e Occidente europeo, che porti anche a riconoscere la fecondità delle comuni radici cristiane». L’esposizione è curata da Silvia Burini, Giuseppe Barbieri e Alessia Cavallaro e si inserisce, nell’ambito di Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, in un organico rapporto di collaborazione con il Centro Studi sulle Arti della Russia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia: intende riproporre il dialogo straordinario tra icone e Avanguardia che poco più di un secolo fa contribuì a caratterizzare la fisionomia del contributo russo all’arte contemporanea internazionale. Lo fa a partire da una meditata selezione di 19 icone russe, appartenenti alla collezione Intesa Sanpaolo, poste a confronto con una sceltissima sequenza di 45 opere, molte delle quali mai viste in Italia, realizzate tra la fine del XIX e i primi decenni del XX sec.La mostra esplora il rilievo del tema del sacro nell’arte russa dall’ultimo scorcio dell’Otto­cento per concentrarsi sulle principali figure – come Kandinskij, Natalia Goncarova e Chagall, ma anche Petrov-Vodkin, Malevic e Filonov – che hanno rivelato, più di altri esponenti dell’Avanguardia, la profonda affinità tra la concezione filosofico-teologica dell’icona e le ricerche spirituali ed estetiche. Per il popolo russo, la percezione della natura in termini visual-pittorici è una sorta di “necessità interiore” che deriva dal bisogno di sperimentare l’invisibile, in modo totalmente naturale. L’espo­sizione sarà valorizzata da numerose iniziative rivolte ad appassionati d’arte, scuole, famiglie: un corso di storia dell’arte russa, una rassegna cinematografica, incontri, ap­puntamenti di musica e danza. La mostra vuole presentare le concrete fasi di questo processo di scoperta e di espressione della “vera bellezza” quella che, anziché arrestarci al mondo dell’oggetto, può condurci a un aldilà rispetto a esso. Nello stesso tempo si dà modo al visitatore di confrontare la propria esperienza con la profondità dei valori e delle forme dell’arte del primo Novecento.

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