“Il leone di San Marco” nei giardini della Serbia

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Un uomo, diceva Margaret Thatcher – la lady di ferro – può scalare l’Everest per se stesso, ma al vertice pianterà la bandiera del suo Paese. Questione di orgoglio, di appartenenza alla propria terra, di identità. Cosa c’è di più emozionante che rivendicare pacificamente l’amore per il proprio luogo natio? Ed è per amor di patria, il Veneto, che la Regione governata dal leghista Luca Zaia ha deciso di regalare a ogni nuovo nato la bandiera raffigurante il leone alato, sotto la cui zampa destra, sul sacro libro, campeggia la scritta «Pax tibi Marce Evangelista meus», «pace a te o Marco, Evangelista mio». Sullo sfondo il blu dell’Adriatico, a sinistra le Alpi, in basso la Pianura Padana. Tutto attorno il giallo e il rosso. Sulla destra sette code coi simboli, in ordine alfabetico dall’alto verso il basso, delle sette province. San Marco, il patrono della millenaria Repubblica di Venezia. Zaia, per questa sua scelta, è stato fortemente criticato dalle opposizioni e da alcuni giornaloni nazionali. Il “doge” però se n’è fregato e ha tirato dritto. Lette le polemiche, in Serbia, c’è chi ha deciso di schierarsi apertamente dalla parte del governatore. Milo Nestorovic per molti anni ha vissuto tra Verona e Treviso. Da qualche tempo, assieme alla moglie, gestisce tre scuole per l’infanzia a Cacak, 120 mila abitanti a 140 km a Sud di Belgrado. In uno di questi asili, oltre al gonfalone serbo campeggia quello veneto. Il pennone è stato innalzato l’altro giorno di fronte a quasi 200 persone. A tutti i bambini è stata regalata una maglietta col disegno delle due bandiere: Serbia e Veneto insieme, un gemellaggio che rivendica con forza le rispettive radici. «Di fronte alle critiche a Zaia mi sono indignato» dice Nestorovic. «Gli ho scritto invitandolo qui a scuola. Sono contento che sia venuto a farmi visita il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, che in questi giorni si trovava da queste parti per la conferenza serbo-russa a Belgrado. È un messaggio non solo d’amicizia tra i popoli, ma anche di rispetto dei valori di una storia millenaria del Veneto, rappresentati dalla bandiera con le effigie dell’Evangelista Marco”. Valde­gamberi si è complimentato con gli insegnanti e i bambini per il lavoro svolto e per l’accoglienza ricevuta. Ha inoltre promesso di portare l’iniziativa a conoscenza dei veneti, auspicando che possa essere replicata in ogni scuola della nostra regione. Dove tutti, soprattutto chi rappresenta la massima istituzione regionale, dovrebbero sentirsi orgogliosi della propria terra. Altro che protesta delle opposizioni… Alessandro Gonzato

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