Il fallimento di Dublino

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Finalmente è arrivato qualcuno che dà a Cesare quel che è di Cesare e all’Italia quel che è dell’Italia. La nuova numero uno della Commissione Europea, con immediato coraggio, ha definito fallimentare l’accordo di Dublino sui migranti e ha affermato che il nostro Paese merita grande solidarietà. La Von der Leyen ammette che non riesce a comprendere come si sia potuto firmare un accordo così sbagliato. Un trattato che lascia i paesi del confine esterno soli nella gestione della sfida migratoria. E’ certamente un obbligo salvare le persone che stanno affogando, ma è altrettanto vero che l’Unione Europea dovrebbe prevenire che le persone salgano sui barconi. E per essere ancora più chiari, chi arriva irregolarmente e non ha il diritto di chiedere asilo, dovrebbe essere riaccompagnato a casa sua. Per affrontare il fenomeno, sostiene la nuova presidente della Commissione, abbiamo bisogno di grandi investimenti in Africa che ridurranno la pressione migratoria e allo stesso tempo dobbiamo combattere il crimine organizzato, riformare Dublino e garantire che Schengen possa sopravvivere con protezione dei nostri confini. Come partenza la nobildonna tedesca sembra avere le idee molto chiare.

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