Grappa, la pandemia cambia il mercato

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Sta cambiando il mercato, e il consumo, della grappa, distillato veneto per eccellenza. Il Gruppo Vinicolo di Assindustria Venetocentro, con Stefano Bottega, Vicepresidente delegato ai Distillati e Liquori, fa il punto, dopo la forte discontinuità prodotta dal Covid-19. «Guardando all’ultimo biennio – dichiara – l’andamento delle vendite di grappa risulta inevitabilmente altalenante. Innanzitutto, come tutti i prodotti legati alla convivialità ha inevitabilmente subito l’impatto della pandemia, soprattutto a causa della chiusura del canale horeca, considerando che ristoranti, bar e locali rappresentavano prima circa la metà dei volumi consumati. Per contro, le vendite di grappa in Gdo hanno fatto segnare una crescita dell’8% in valore nel 2020 rispetto al 2019. E si registra un balzo dell’e-commerce, comune a tutti i distillati, che ha visto incrementi estremi con tassi di crescita del +198% tra il 2019 e il 2020. Nel 2021 l’online è ancora in forte crescita: +30%. Ad oggi il 9% dei consumatori ha acquistato grappa online con valori superiori tra le generazioni più giovani e i consumatori con una capacità di spesa alta, premiando il prodotto nazionale. Non a caso la grappa venduta online si caratterizza per prezzo medio più alto, anche in virtù del servizio offerto». Dall’Osservatorio di Federvini, emerge inoltre che un italiano su tre beve grappa principalmente a casa propria, mentre il 28% a casa di parenti e amici. Il restante 37% la consuma soprattutto fuori dalle mura domestiche. Infine, l’export di grappa fa segnare una forte crescita del 26% a valore, nel confronto 2021 rispetto a 2019. Queste le specifiche del periodo dei principali quattro mercati: Germania (+44%), Svizzera (+36%), Austria (+28%), Canada (+12%). Sempre secondo l’Osservatorio Federvini, nei primi 9 mesi del 2021 risulta che il 15% delle visite fuori casa degli italiani siano state caratterizzate dal consumo di vino o spiriti. In particolare, l’estate 2021 ha fatto segnare un incremento del consumo di aperitivi e cocktail alcolici, che ha coinvolto il 34% degli italiani, contro il 26% nel 2020. Sempre nei primi 9 mesi del 2021 le principali occasioni di consumo di spirits sono state: aperitivo serale (32%), cena (18%), dopo cena e notte (17%). Nello stesso periodo il consumo fuori casa si è distribuito per lo più tra bar (60%) e ristoranti (29%).