Faccetta nera, proteste contro Donazzan

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Elena Donazzan , assessore all’istruzione nella regione Veneto, durante la puntata del programma televisivo “La zanzara” ha cantato in diretta la canzone fascista e razzista “Faccetta nera”. Quando il conduttore Cruciani le ha chiesto di scegliere tra “Bella Ciao” e “Faccetta nera” l’assessore non ci ha pensato due volte.
A quel punto si è scatenata la polemica.
“Ha scelto una canzone”, hanno detto Carlo Cunegao e Vania Tirolese di Veneto che vogliamo, “che rappresenta la tirannide e il totalitarismo, invece di scegliere la canzone che rappresenta la liberazione dal giogo del nazifascismo. Poi ha difeso la scelta dello zio Costantino, militare fascista, e il conduttore Parenzo le ha ricordato che, anche per colpa dello zio, la sua famiglia ebrea è dovuta fuggire in Svizzera. Questo clima di intollerabile revisionismo, che ha ormai sdoganato il fascismo manifesto di una figura istituzionale è il simbolo di una regressione culturale e civile”.
Sono state quindi chieste le dimissioni immediate
Annalisa Nalin di +Europa ha ribadito invece che non si gioca con le istituzioni cantando “Faccetta nera”.
L’assessore all’istruzione ha affidato a Facebook la sua replica, anche alla luce di un commento su di lei titolato “Qualcuno abbiamo dimenticato di appenderlo”. «Eccoli i benpensanti della sinistra italiana: ora mi vogliono ‘appesa’, anzi peggio. Da un profilo falso, ovviamente: mica hanno il coraggio di farlo con il loro, col rischio di dover rispondere delle loro azioni – si legge nel post di risposta di Donazzan – Ed ora? Qualcuno – magari qualche Consigliere regionale d’opposizione che in queste ore sta chiedendo le mie dimissioni – solidarizzerà per quanto accaduto, o diranno solamente che me la sono cercata? Siamo alle solite: in Italia il politicamente corretto, l’accettabile, viaggia in un’unica direzione».