Export veneto, continua l’espansione

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Nel 2022 l’interscambio commerciale veneto prosegue sul sentiero espansivo che ha caratterizzato la dinamica dell’anno precedente. L’ex port regionale registra un’ulteriore progressione della sua capacità di penetrazione nei mercati esteri (+16%), raggiungendo in valore 82,1 miliardi di euro.
Il Veneto conferma, quindi, il suo notevole grado di apertura ai mercati mondiali e le esportazioni generano un’ampia quota del Prodotto interno lordo regionale: nel 2022 il valore del fatturato estero realizzato dalle imprese venete rappresenta oltre il 46% della ricchezza prodotta a livello regionale e ciò rende il Veneto uno dei territori del Belpaese più aperti ai mercati internazionali.
Va rilevato, tuttavia, che il consistente incremento in termini di valore registrato dalle esportazioni regionali riflette, in parte, anche l’incremento dei prezzi generato dall’aumento dei costi dei trasporti internazionali e delle materie prime. L’Istituto Prometeia stima che nel 2022 la crescita dell’export veneto a prezzi concatenati (anno base 2015), quindi depurata dall’effetto inflattivo, si aggiri attorno al 5%, a fronte del +12,2% registrato nel 2021. Gli scenari di previsione formulati per il 2023 ipotizzano una crescita dell’export regionale a prezzi correnti attorno al 4%, con il primo trimestre dell’anno che chiude a +9,0%.
Sul fronte delle importazioni, il 2022 registra un’espansione del +35,3% rispetto all’anno precedente: il valore delle acquisizioni venete di merci è salito a 72,4 miliardi di euro, mettendo a segno un differenziale positivo di quasi 19 miliardi di euro rispetto al 2021. Il forte balzo del valore delle importazioni è spiegato in larga misura dagli acquisti di prodotti energetici: il valore delle acquisizioni venete di gas naturale è passato da 1,9 miliardi di euro del 2021 a 7,5 miliardi del 2022. Nel 2022 la bilancia commerciale regionale registra un surplus pari a 9,7 miliardi di euro, 8,6 miliardi di euro in meno rispetto al 2021. L’avanzo commerciale con i Paesi Ue è pari a 4,5 miliardi di euro, mentre quello verso i mercati extra Ue, a causa dell’impennata dei prezzi energetici, supera di poco i 5 miliardi di euro, in netta riduzione rispetto a quanto registrato nel 2021 (+11,1 miliardi).
In uno scenario mondiale dominato da tensioni e incertezze a livello geopolitico ed economico, l’asse dell’export regionale sembra sia tornato a orientarsi, almeno temporaneamente, verso i mercati avanzati. Le esportazioni venete verso i mercati Ue registrano un incremento del +16,1%, pari a 6,6 miliardi in più rispetto al 2021.