Emergenza lavoratori nel turismo

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Secondo le previsioni, nel 2023 potrebbe registrarsi il record del movimento turistico in Veneto ed anche le spiagge potrebbero raggiungere un nuovo massimo. La crescita del turismo si accompagna però ad una sempre maggiore richiesta di lavoratori. Infatti, secondo l’ultima analisi della Fondazione Think Tank Nord Est, nel 2023 si potrebbe registrare anche il record di assunzioni stagionali da parte delle imprese turistiche del litorale veneto. Tuttavia, proprio il reclutamento del personale rappresenta la principale difficoltà del sistema di offerta turistica.
Prima della pandemia le spiagge venete avevano intensificato l’impiego di manodopera stagionale, in virtù dell’aumento dei flussi turistici, ma anche in funzione di una maggiore attenzione al cliente, quale conseguenza di una cresciuta qualità dell’offerta. Infatti, il rapporto tra presenze turistiche e giornate di lavoro stagionale è tendenzialmente sceso, comportando un maggior impiego di forza lavoro. A conferma di ciò, nel 2019, a fronte di poco più di 25 milioni di presenze in tutta la costa veneta, le assunzioni stagionali nei servizi turistici hanno appena superato quota 27.000; mentre nel corso del 2022, con un movimento turistico di poco inferiore ai 25 milioni, ci sono stati quasi 30.000 contratti stagionali. Più in generale, le assunzioni si erano attestate tra 19.000 e 21.000 nel periodo 2008-2016, per poi salire oltre quota 25.000 nel 2017 e continuare l’ascesa nel biennio successivo.
Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, la loro presenza sul litorale è significativa già da tempo. Si tratta di una componente fondamentale per la sostenibilità dei servizi turistici ed in forte crescita nel 2022, dopo il calo tra 2020 e 2021 dovuto alla pandemia. Nel 2022 le assunzioni di lavoratori stagionali stranieri sulle spiagge venete hanno infatti raggiunto un nuovo massimo: sono state circa 8.400, un migliaio in più rispetto al 2019, rappresentando oltre il 28% di tutti i contratti stagionali. La loro quota è più elevata nell’Alto Adriatico sopra Venezia, dove sono quasi il 30%.
“Per risolvere le difficoltà di reclutamento del personale necessario alle imprese turistiche si deve agire a livello di costa veneta – dichiara Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – con importanti investimenti sulla formazione, sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nonché sull’accoglienza e l’integrazione degli stranieri, per favorire il loro ingresso nel mercato del lavoro”.
Secondo la Fondazione Think Tank Nord Est, le previsioni di crescita del movimento turistico per l’estate 2023 fanno prevedere una maggiore domanda di lavoratori stagionali, con le assunzioni che potrebbero superare quota 30.000, spingendosi fino ad un livello record di 32.000, di cui circa 9.000 riferite agli stranieri.