Così spariscono le epigrafi arriva il necrologio a linee

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Medici, infermieri, protezione civile, volontari. Sono in molti in prima linea per cercare di tamponare il Coronavirus. Nell’emergenza c’è però anche un’altra categoria di lavoratori troppo spesso dimenticata, quella degli addetti alle pompe funebri. “Stiamo vivendo un momento drammatico”, riferisce Gigi Trevisin, fondatore delle storiche onoranze funebri in centro a Treviso. “Anche se una situazione simile l’ho dovuta affrontare facendo fronte ad un altro tipo di epidemia diffusasi fra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90, quando peraltro scarseggiavano le informazioni e le modalità di protezione. Anche adesso siamo in prima linea e temiamo ogni giorno l’infezione”.
L’impresa, fondata nel 1973, oggi è gestita dalla figlia di Gigi, Roberta. Un’azienda che rappresenta la memoria storica dei lutti cittadini, opera da più di 40 anni e per questo è iscritta anche all’Elenco Regionale dei luoghi storici del commercio. E per la prima volta si trova ad affrontare una rivoluzione nel rito funebre: tenuto conto delle disposizioni di sicurezza, fra le quali l’invito a restare a casa, sempre più spesso le epigrafi non si stampano più. La Gigi Trevisin ha pertanto messo on line negli ultimi giorni il sito www.necrologitreviso.it per annunciare i decessi e per permettere a tutti un ultimo saluto, sebbene sia solo digitale. “La possibilità di salutare il caro estinto è importante nell’elaborazione del lutto e allo stesso tempo un messaggio di condoglianze, anche se solo on-line, può essere di conforto in quanto è venuta a mancare la dimensione pubblica del lutto”, spiega la dottoressa Trevisin, laureata in Psicologia clinica e specializzata in Psicoterapia familiare e relazionale.
Oggi, infatti, i famigliari riescono a vedere il loro caro per l’ultima volta al momento del ricovero. Data l’emergenza, il defunto per Covid-19 viene avvolto in una sorta di sudario e depositato nel feretro subito sigillato e può essere visto solamente dagli operatori. I famigliari, se non posti in quarantena, così potranno salutare solo una bara chiusa o l’urna cineraria. Non si possono celebrare infatti le funzioni in Chiesa, né nelle sale commiato, ora è addirittura proibito anche dare una benedizione all’interno della camera ardente dell’ospedale.
“Questa assenza di presenze fisiche ai rituali funebri – concludono dalla Gigi Trevisin – ci ha fatto ritenere opportuno creare anche la pagina Facebook del sito www.necrologitreviso.it proprio per dare la possibilità di essere “vicini a distanza” tramite la realtà virtuale e social. Per il resto, cerchiamo di fornire sempre gli stessi servizi a persone che si trovano in un momento di dolore a dover affrontare da soli la perdita di una persona amata ed al contempo ad organizzarne le esequie. Con efficienza, affidabilità, professionalità ed umanità collaboriamo con le famiglie per onorare i loro cari, instaurando un legame di fiducia, in particolare con chi è in quarantena, usando e-mail, whatsapp e videochiamate che sono l’ultimo modo che abbiamo per guardarci negli occhi”.

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