Controllo di vicinato, Veneto bocciato

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La sicurezza primaria spetta soltanto allo Stato e sul tema non possono legiferare anche le Regioni. E’ quanto stabilisce la Corte Costituzionale, con una sentenza depositata oggi al palazzo della Consulta, con la quale dichiara “incostituzionale” la legge regionale del Veneto sul cosiddetto ‘controllo di vicinato’, “viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza”. La Corte Costituzionale ricorda che “spetta soltanto allo Stato legiferare in materia di sicurezza primaria, che consiste nell’attività di prevenzione e repressione dei reati, primariamente affidata alle forze di polizia. Alle Regioni è invece consentito prevedere interventi a sostegno della cosiddetta sicurezza secondaria, in particolare mediante azioni volte a rafforzare nel contesto sociale una cultura della legalità, nonché a rimuovere le condizioni nelle quali possono svilupparsi fenomeni di criminalità”. La legge regionale del Veneto esaminata dalla Consulta disciplinava forme di controllo del territorio da parte dei cittadini in chiave di ausilio alle forze di polizia rispetto ai loro compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e pertanto “incideva inevitabilmente sulla sicurezza primaria, riservata dalla Costituzione alla competenza legislativa dello Stato”.
“Esprimo preoccupazione per la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge veneta sul controllo di vicinato, è un segnale che va nella direzione contraria rispetto al processo di coinvolgimento dei territori e delle autonomie per il quale stiamo lottando”. Così l’assessore alla Sicurezza Cristiano Corazzari commenta la notizia della dichiarazione di incostituzionalità della legge veneta sul controllo di vicinato da parte della Consulta.
“Questa legge rientrava nell’ottica del percorso verso l’autonomia in cui siamo impegnati, la valutazione della Corte va in direzione opposta rispetto al principio di leale collaborazione tra i vari livelli di governo – conclude Corazzari –”.