Colline del prosecco sono un patrimonio

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Il presidente del Veneto, Luca Zaia, a Baku per la 43° sessione del World Heritage Commitee dell’Unesco, quella che ha riconosciuto le colline del Prosecco come patrimonio Unesco, si è incontrato anche con il presidente della Repubblica dell’­Azerbaijan Ilham Aliyev. “E’ stato un incontro cordiale, a testimonianza dell’amicizia e delle storiche relazioni che legano la terra azera a Venezia – commenta Zaia – La partecipazione dell’­Azerbaijan alla Biennale di Venezia, con un proprio padiglione, è solo l’epigono di una lunga tradizione di scambi culturali e relazioni economiche che affondano le proprie radici nella ‘via della seta’ aperta da Marco Polo. Una ‘via della seta’ che il Veneto e l’ex repubblica sovietica intendono mantenere viva e aperta, attualizzandola con nuovi collegamenti, come il volo diretto tra Baku e il ‘Marco Polo’ di Venezia, che mi auguro sia presto realtà, nel comune interesse delle due aree”. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio dell’umanità. La 43° sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ha iscritto le Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali da tutelare come patrimonio dell­’umanità.  I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l’ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l’e­gida dell’organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1092 (ora 1093) luoghi ‘unici’ in 167 Paesi. L’Italia rafforza ulteriormente il proprio primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell’umanità. “Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, presente a Baku insieme ai tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti (docente di pianificazione del paesaggio rurale all’università di Firenze e coordinatore scientifico del catalogo nazionale dei paesaggi rurali), Amerigo Restucci (ex rettore dello Iuav di Venezia) e Leopoldo Saccon (architetto di Con­egliano) e al presidente dell’Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi. “Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali – prosegue il presidente – consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, pro­duttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall’attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria”.Il dossier presentato a Baku si  è incentrato sulla qualità del paesaggio, traendo spunto dall’iscrizione dell’area nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali storici del Ministero dell’Agricoltura e tenendo conto dei suggerimenti di Icomos. I consulenti scientifici del dossier della candidatura hanno messo in evidenza come i prodotti tipici abbiano una qualità non solo legata ai processi produttivi, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio.

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