Centri servizi per anziani dimissioni degli infermieri

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Chiamati dalle Ulss, infermieri e Oss si dimettono sempre più numerosi. Con una lettera inviata all’assessore alla sanità regionale Manuela Lanzarin e ai direttori generali delle ULSS del Veneto, Federsolidarietà regionale e Legacoop esprimono tutta la propria preoccupazione per l’alto numero di dimissioni di personale infermieristico ed operatori socio sanitari che operano nei Centri di Servizio per disabilità residenziale, Ctrp Salute Mentale, Rsa, Centri Servizi per Anziani e Servizi di Assistenza Domiciliare.
“Pur consapevoli di quanti e quali problemi stiano attraversando sul versante organizzativo le strutture sanitarie – recita la missiva – non possiamo non far presente che questa situazione sta mettendo a repentaglio le nostre cooperative sociali, che già soffrivano della carenza sul mercato del lavoro di queste figure professionali.”
In rappresentanza delle oltre 600 cooperative sociali venete, Confcooperative e Legacoop chiedono ai vertici regionali e alle ULSS di valutare soluzioni complementari, proposte da altre associazioni di rappresentanza venete. “Una su tutte – spiega la presidente di Federsolidarietà Verona e vicepresidente regionale Erica Dal Degan – dare alle ULSS la possibilità di richiamare in servizio infermieri e oss in quiescenza, al pari di quanto si fa per le professioni mediche. In questi mesi, dal 23 febbraio in poi, i soci lavoratori delle cooperative sociali hanno operato in maniera responsabile e continua, rinunciando a ferie programmate e cercando di conciliare, con grande sacrificio, le proprie dinamiche familiari. Ora – prosegue Dal Degan – da circa tre settimane, molte ULSS hanno ripreso a contattare in particolare infermiere e infermieri per proporre loro l’assunzione, chiedendo una risposta a pochi giorni dalla chiamata.” “Questa situazione ci sta danneggiando gravemente. – sottolinea il responsabile regionale delle Cooperative Sociali Loris Cervato – perché non siamo più in grado di garantire le ferie estive ai soci lavoratori che ne avrebbero non solo il diritto, ma anche il bisogno, per recuperare energie di cui gli ultimi 4 mesi hanno richiesto un consistente dispendio. Ed è ovvio che queste difficoltà ricadono inevitabilmente sui servizi erogati, con persone anziane e altre con disabilità del privato Sociale, che rischiano di non poter più essere seguiti in maniera adeguata alle loro necessità”.
La richiesta ai vertici regionali è di congelare le assunzioni di infermieri e Oss da parte delle Ulss. In caso contrario – è la conclusione – molti Centri di servizio dovranno rivolgersi ai rispettivi Prefetti perché non saranno più in grado di assicurare i servizi sanitari e socio sanitari previsti.