Cantina Gini col Sole di Veronelli

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La Guida Veronelli 2024, prima pubblicazione nel suo genere a essere ideata in Italia, è in libreria con l’edizione 2024. La Guida conta quest’anno 16mila vini recensiti, per un totale di 1.944 produttori descritti.
Il premio più significativo e altamente simbolico della storica pubblicazione veronelliana è il SOLE.
È un premio dedicato a soli 10 vignaioli italiani che abbiano saputo, nel giudizio unanime dei curatori, trasformare un vino in un racconto, una testimonianza storica, culturale o creativa.
Ad aggiudicarsi uno dei 10 ambiti SOLE 2024 è stata una storica famiglia di vignaioli veronesi, Gini.
La Cantina Gini si trova a Monteforte d’Alpone, il piccolo e storico comune nella provincia di Verona, terra vocata alla viticoltura di qualità grazie ai suoi sistemi collinari e ai ricchi suoli di origine vulcanica.
Il vino a cui è stato assegnato il Sole 2024 è il Recioto di Soave Classico Renobilis 2016. Si tratta del passito esemplare di questo territorio, declinato da Gini in forma classica e al tempo stesso personalissima.
Il vino nasce da sole uve garganega su cui sono fiorite le nobili muffe generate dal fungo Botrytis cinerea, la muffa nobile, madre di noti e blasonati passiti come il Sauternes.
“Ricevere il Sole di Veronelli è stato un grande piacere. Credo sia un premio speciale dato con il cuore da persone competenti, esperte e soprattutto sensibili, che sanno guardare al valore di un territorio vocato e alle fatiche del vignaiolo, alla storia millenaria, all’ immensa passione” ha commentato Claudio Gini.
Che aggiunge:
“Siamo in un momento in cui i vini dolci soffrono nel mercato, ma noi crediamo che il Recioto abbia un grande valore storico e sociale: rappresenta il lavoro eroico di generazioni di contadini viticoltori e ha fatto conoscere e apprezzare al mondo tutti i successivi vini del nostro territorio.
Un grazie, quindi, al Seminario Veronelli che sostiene e promuove da sempre questi vini unici che altrimenti rischierebbero di scomparire”.
Ricorda Gigi Brozzoni, tra i curatori della Guida Veronelli: “Il confine tra l’ordinaria muffa, che può solo danneggiare gli acini, e la Botrytis cinerea è sottile. La muffa nobile si sviluppa solo in particolari condizioni di umidità e temperatura, succhiando dall’acino quel poco di acqua che gli serve a mantenersi attiva e a concentrare il resto dei composti dell’uva in appassimento”.