Bergamin, torna l’incubo delle firme

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Ecoambiente era la chiave di volta e ora che Massimo Ber­gamin ha scoperto le sue carte, rimangiandosi tutte le pa­role spese in quest’ultimo anno e me­zzo, la bomba è scoppiata. Se i consiglieri co­munali si presentassero dal notaio oggi, ci sarebbero le 17 (e forse anche più) firme necessarie per mandare a casa il sindaco. A scoperchiare il vaso di Pandora è Iva­ldo Vernelli ex candidato pr­imo cittadino grillino, che si vocifera abbia retto il gioco a Bergamin la prima volta che i dissidenti di centrodestra avevano cercato di inscenare il golpe. Proprio lui e il collega Fra­ncesco Gennaro, si vocifera, si sarebbero tirati indietro all’­ultimo dalle dimissioni di massa. Ora le cose sono cambiate e i grillini non offriranno più un appoggio al sindaco dopo le decisioni assunte in assemblea dei soci di Eco­ambiente. «Caro sindaco voltagabbana, fino a ieri potevi vantarti di essere onesto come i 5 Stelle, ora dimostri di essere ricattato, quindi ricattabile dove sei più sensibile e non puoi reagire – è il messaggio che Vernelli lancia a Bergamin – Tu sai perché. Ric­at­tato nello squallore della politica peggiore, hai ceduto con ignominia rinnegando 18 mesi di coraggio. Ora capisco perché non hai mai voluto attaccare davvero il Co­nsorzio Rsu. Fai meglio a dimetterti: la faccia l’hai persa e non salvi più l’onore. Almeno mostraci che ti vergogni. Al prossimo consiglio ti aspetto con la mozione di sfiducia. Vattene prima da solo».

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