OLIO D’OLIVA: SENZA DATA DI SCADENZA MENO CHIAREZZA Cerantola e Palù: «Bisogna andare avanti, non tornare indietro. I consumatori hanno bisogno di certezze, non di ulteriori dubbi».

368

Togliere la data di scadenza dell’olio di oliva per favorire lo smaltimento delle vecchie scorte. È l’ultima trovata dell’Unione Europea, na­turalmente sempre a danno dei consumatori e con pe­santi ripercussioni sulla qua­lità dell’offerta italiana. «È decisamente assurdo il fatto che dobbiamo difenderci dall’UE – spiegano il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Marti­no Cerantola ed il direttore Ro­berto Palù – che anziché prevedere norme più chiare e dalla parte del cittadino continua a lavorare per alimentare la confusione. Non se ne può proprio più di questa situazione di incertezza e della mancanza di un’etichettatura completa ed intelligente di tutti i prodotti, che consentirebbe ai consumatori una scelta corretta e consapevole». Un commento indubbiamente duro, ma altro non poteva essere, di fronte all’esito delle votazioni della Com­missione politiche dell’Unio­ne Eu­ropea del Senato, che ha esaminato la Legge eu­ro­pea 2015 diretta a modificare l’art. 7 della legge n. 9 del 2013, nella parte in cui prevede un termine minimo di conservazione non superiore ai diciotto mesi per l’olio di oliva. «Di fatto è stata ap­provata una norma che fa­vo­risce lo smaltimento di olio vecchio e – proseguono – fa venir meno un’im­portante misura di salvaguardia per il consumatore, poiché numerosi studi hanno dimostrato che con il tempo l’olio di oliva modifica le proprie caratteristiche. Con l’invecchiamento l’olio comincia a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano».