Sistemi tracciabili per spese detraibili

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L’obbligo è passato un po’ in sordina e forse proprio per questo sono tanti i cittadini oggi “spiazzati”. Stiamo parlando della misura, inserita nella Finanziaria 2020, che permette di detrarre le spese in denuncia dei redditi solo se vengono pagate con sistemi tracciabili: bancomat e carta di credito, bonifici o assegni. E non si tratta di acquisti rari: parliamo di tutto ciò che è previsto dall’art. 15 del Tuir, come visite specialistiche non erogate dal servizio sanitario nazionale pubblico o accreditato, cure odontoiatriche, le rette o buoni pasto scolastici, le attività sportive, abbonamenti al servizio di trasporto pubblico, spese veterinarie e altro ancora, ad eccezione dei farmaci. “La misura è in vigore dal primo di gennaio scorso, ma tanti non lo sapevano e ora chiamano i Centri di Assistenza Fiscale per capire come possono recuperare le spese pagate involontariamente in contanti – spiega Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza, l’Associazione del commercio, turismo e servizi al cui interno opera anche il Caaf 50&Più Enasco -. I nostri uffici ricevono ogni giorno telefonate di cittadini, soprattutto anziani, che fanno presente questa difficoltà e l’auspicio è che con il prossimo Milleproroghe venga inserito un emendamento, richiesto anche dalla nostra organizzazione, che rimandi quest’obbligo almeno per i prossimi tre mesi, permettendo di recuperare la situazione”. Il direttore di Conf­commercio Vicenza sottolinea, però, un altro aspetto di questa misura: “Anche in questo caso – evidenzia – il legislatore non si è reso conto della portata di un cambiamento di questo tipo, che mette in forte difficoltà soprattutto quelle fasce più deboli della popolazione non abituate ad utilizzare il bancomat per le loro spese o che addirittura nemmeno ce l’hanno questo sistema di pagamento, come altri “strumenti tracciabili”. Siamo di fronte ad una burocrazia che impone le regole senza preparare i cittadini e senza curarsi delle conseguenze”. Una burocrazia così cieca, va aggiunto, da aver inserito un altro cavillo nel cavillo: perché pagare con sistemi tracciabili non basta. Per portarsi in detrazione l’acquisto è necessario che il conto dal quale si effettua il pagamento sia intestato alla persona che inserirà la spesa nella denuncia dei redditi. E qui si possono verificare tanti errori che rischiano di compromettere questo beneficio: il marito che paga per la moglie non cointestataria del conto, il figlio che paga per il genitore anziano con il proprio bancomat e così via. “Anche questa scelta appare assurda e potrebbe obbligare tante persone a doversi aprire un conto personale e dotarsi di bancomat, sostenendone le conseguenti spese – incalza il direttore Boschiero -. E alla fine qualcuno, certamente chi è più in difficoltà, potrebbe a questo punto gettare la spugna e non avvalersi delle detrazioni, perché la procedura è troppo onerosa e complicata: un risparmio per lo Stato, sicuramente, ma a danno di questi cittadini”.

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