PFAS, NOVE MANAGER INDAGATI Ma l’azienda Miteni ricorda di aver investito 2 miliardi negli ultimi due anni per la depurazione della falda. “Un danno ai lavoratori”

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Nove avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Procura di Vicenza ad altrettanti manager della Miteni Spa di Trissino, nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento da Pfas (le sostanze perfluoro alcaline) sul territorio. Lo rende noto la stessa società berica, precisando inoltre che è stata posta sotto sequestro l’area «in cui i tecnici ambientali Miteni nei giorni scorsi hanno ritrovato un deposito di materiale di presumibile origine industriale, fuori dallo stabilimento e in prossimità del torrente Poscola». Il personale dell’a­zienda, precisa Miteni, ha dato piena disponibilità e collaborazione per l’esecuzione degli atti disposti dall’autorità giudiziaria, così come l’attuale proprietà e l’attuale gestione «hanno fatto fin dal suo insediamento, con ogni istituzione». Miteni sottolinea che «il seppellimento di rifiuti ai margini dello stabilimento, avvenuto presumibilmente negli anni Settanta, è un potenziale danno contro la collettività, contro i lavoratori di Miteni e contro l’azienda stessa».Miteni ricorda che ha investito negli ultimi due anni oltre 2 milioni di euro per la depurazione della falda e la ricerca di eventuali contaminanti nel sottosuolo. “L’azienda, si legge in una nota, “ continuerà a mantenere il proprio impegno e apertura con il territorio offrendo la massima collaborazione”.