VIA LA SPIAGGIA “FASCISTA” Ordinato al gestore Gianni Scarpa di rimuovere tutti i simboli, le frasi, i cartelloni e quant’altro faccia riferimento al Ventennio. Il Comune si attiva per verificare la sussistenza della concessione

Spiaggia chioggiotta inneggia al fascismo e subito diventa un caso nazionale: interviene la Digos che denuncia il gestore, l’Anpi chiede la revoca della concessione, il deputato Marcon di “Si” annuncia un’interrogazione parlamentare, mentre va in aula il disegno di legge contro l’apologia di fascismo. A Gianni Scarpa, gestore della “spiaggia fascista” la Digos ha notificato il provvedimento del Prefetto Carlo Boffi, di rimuovere tutti i simboli, le frasi, i cartelloni e quant’altro faccia riferimento al fascismo. Gli viene vietato pure di diffondere con gli altoparlanti discorsi che esaltano la dottrina fascista. Questo nel rispetto delle leggi Scelba e Mancino, che stabiliscono come l’apologia del fascismo e del razzismo sia reato. Prosegue, poi, il procedimento penale dopo la denuncia, in base alla stesse leggi, fatta dagli stessi agenti della Digos. Questo dal punto di vista amministrativo. L’indagine giudiziaria, intanto, fa il suo corso. In pochi minuti Scarpa ha tolto subito tutto. Nell’ordinanza è ordinato allo stesso Scarpa, informa la prefettura, «di astenersi dall’ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia». La prefettura di Venezia rileva, a proposito dell’ordinanza riguardante lo stabilimento balneare, «il pericolo concreto ed attuale che la persistenza di tali comportamenti possa provocare esplicite reazioni di riprovazione e sdegno nell’opinione pubblica, così vivamente turbata, con conseguenti manifestazioni avverse e di riflesso, il rischio di turbative dell’ordine pubblico». «Adesso – ha aggiunto Boffi – ancora non siamo ancora riusciti a capire da quanto tempo andasse avanti la situazione, anche se, pur non avendone la certezza, presumo che ciò avvenisse da pochissimo, visto che anche il questore non ne sapeva nulla, così come credo la polizia locale. Intanto, anche il Comune si è attivato per verificare la sussistenza dei requisiti per la permanenza della concessione».