valutare ricadute sui costi dell’obbligo dei vaccini “Stiamo studiando con attenzione l’organizzazione dei servizi”

103

“Stiamo valutando con attenzione le ricadute sull’organizzazione dei servizi e sugli effetti finanziari derivanti dall’applicazione del decreto governativo”, premette l’assessore veneto alla sanità, il giorno dell’entrata in vigore del decreto che ha reso obbligatorie 12 vaccinazioni in tutto il territorio regionale. “Non condivido, comunque, il regime sanzionatorio previsto –prosegue il responsabile delle politiche sanitarie del Veneto – né l’aver trasformato in emergenza nazionale e indistinta solo alcune criticità epidemiologiche, come la diffusione del morbillo. Non si può certo affermare che oggi in Italia il tetano o la poliomielite rappresentino una emergenza sanitaria”. “Aver generalizzato in modo indistinto e subitaneo l’obbligo coercitivo alle vaccinazioni metterà a rischio i bambini più fragili e, soprattutto, sottrarrà risorse e operatori sanitari alle altre campagne di prevenzione, non meno indispensabili, come gli screening oncologici, la prevenzione del diabete o delle cardiopatìe, patologie che sono responsabili del 70 per cento della spesa sanitaria”. “Da 10 anni in Veneto vacciniamo su base volontaria, cioè consapevole – sottolinea l’assessore – creando così una cultura della prevenzione e della vaccinazione che rappresenta il miglior contrasto alla ‘fake-news’ e ai movimenti antivaccinisti”.