PROFUGO SUICIDA, IL CUGINO: “PATEH AVEVA DEI PROBLEMI” “Da quando siamo venuti in Italia non l’ho più incontrato di persona, era un ragazzo pacifico e gentile ma era depresso”

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«Mio cugino Pateh era un ragazzo pacifico e gentile, che ha fatto quello che ha fatto perché aveva problemi mentali». A rivelare quello che potrebbe essere il motivo del suicidio di Pateh Sabally, il giovane africano che domenica si è tolto la vita lasciandosi affogare in Canal Grande, è il cugino Muhammed. «Pateh era un componente della mia famiglia spiega in inglese il ragazzo che ha lo stesso cognome – i nostri genitori sono fratelli». «Le nostre famiglie provengono da un villaggio in Gambia». Il villaggio è Wellingara, e si trova nel paese dell’Africa occidentale. Pateh domenica è partito da Milano a bordo di un treno diretto a Venezia, e da Facebook scopriamo che Muhammed vive proprio a Milano. «Da quando siamo venuti in Italia non l’ho più incontrato di persona spiega il ragazzo – non ne so molto dei suoi problemi mentali, ma posso dire che ne stava avendo». Intanto il pubblico ministero Massimo Michelozzi ha deciso di far eseguire l’autopsia sul corpo del giovane per ricostruire, con la massima precisione, quando accaduto.