PIÙ STRUMENTI PER GLI OPERATORI DELLA SICUREZZA

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Il primo pensiero va al coraggioso agente della polizia locale bassanese al quale auguro di poter guarire e superare questo difficile momento. Ma il sentimento che prevale di fronte a una situazione come quella verificatasi a Bassano, purtroppo tutt’altro che episodica in un Paese come il nostro dove sono più tutelati i delinquenti che le brave persone, è quello di profonda indignazione: non è più sopportabile che la violenza e l’inciviltà condizionino così pesantemente le nostre vite”.

Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, manifesta tutto il suo sdegno per quanto accaduto al vigile urbano di Bassano del Grappa (Vi) che, a causa dell’aggressione subita da un giovane algerino, rischia di perdere la vista a un occhio.

Questa vicenda – prosegue il presidente veneto – mette in netta evidenza l’inadeguatezza dello Stato, delle sue leggi e della sua organizzazione in materia di salvaguardia dei cittadini. Basti pensare che la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale risale al 1986 ed è evidentemente obsoleta e inadeguata: dopo trent’anni le condizioni sociali e di sicurezza urbana, le esigenze di controllo e i pericoli per la comunità sono notevolmente mutati, ma nulla è stato fatto per riportarsi al passo con i tempi”.

Come i fatti di cronaca ci raccontano quotidianamente – sottolinea Zaia –, il lavoro di chi opera nella polizia locale non è sempre meno rischioso di quello degli addetti degli altri organi di Polizia. Anzi, proprio per le scelte assurde dei governi centrali che hanno progressivamente depauperato i Corpi di Polizia e l’Arma dei Carabinieri, sia in termini di uomini che di mezzi, i vigili urbani sono chiamati sempre più spesso a intervenire sul fronte dell’ordine pubblico. E cosa ha fatto, per esempio, il governo Monti nel 2011: ha pensato bene di escludere dal riconoscimento della causa di servizio per infortuni sul lavoro gli appartenenti alla Polizia locale”.

Queste professionalità vanno incentivate, difese e non penalizzate come oggi fa lo Stato italiano – conclude Zaia –, perché la sicurezza è un bisogno primario dei cittadini”.