OSPEDALE DI ADRIA, CHIUDONO LE CUCINE

428

Fornelli spenti dall’1 aprile nelle cucine dell’ospedale di Adria, che chiuderanno i battenti. Di fronte alla prospettiva della riduzione del personale, le sigle sindacali si sono già mobilitate chiedendo un incontro urgente con il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella e con il direttore amministrativo Gia­nluigi Bar­au­se. Fino al 31 dicembre scorso la cucina era in possesso del certificato di agibilità, firmato dagli uffici dell’ex ulss 19, ma con l’anno nuovo il documento non è stato rinnovato dagli incaricati della nuova Ulss 5. Un segnale, secondo quanto trapela dagli ambienti rodigini, dell’imminente chiusura delle cucine, su cui l’azienda sanitaria aveva messo mano nel 2015 per sistemare le infiltrazioni. La stessa sorte potrebbe toccare anche ai punti di accoglienza del Santa Maria Regina degli Angeli, il cui personale potrebbe essere a rischio. Anche i fornitori abituali dell’ospedale stanno con il fiato sospeso: su di loro incombe infatti la minaccia della perdita di fatturato visto che, con l’accorpamento delle Ulss, le decisioni relative ai “lavori in economia” sono state spostate da Adria a Rovigo.  Alla riforma strutturale non sfuggiranno neppure i magazzini economato e farmaceutico, attualmente gestiti da personale interno, ma la cui gestione dovrebbe essere appaltata, come accade già a Rovigo. La rivoluzione della sanità, insomma, rischia di avere un impatto negativo nel tessuto economico della città di Adria.