NON E’ REATO DARE UNA SBERLA AI FIGLI SE NON FA TROPPO MALE Un papà vicentino è stato denunciato dall’ex convivente per avere rifilato uno scappellotto sulla nuca del figlio di sei anni

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Non è reato rifilare una sberla ai figli se non fa male. Così è stato assolto in tribunale un papà vicentino, denunciato dall’­­­ex convivente per avere rifilato nel novembre 2013 uno scappellotto sulla nuca del figlio disobbediente di 6 anni. Protagonista è un 39en­ne vedovo da circa 8 an­ni che dopo un certo periodo iniziò una convivenza con una donna ora 34enne che si fece difficile nell’autunno 2013. Il bimbo all’epoca di 6 anni era vivace, lasciava spesso aperte le porte e così il cane di casa entrava e sporcava pavimenti e tappeti. Stanco dei richiami a vuoto il papà rifilò al figlio uno scappellotto sulla nuca, per farlo piangere. Come riporta il Giornale di Vicenza la convivente del papà coccolò il bimbo per farsi raccontare il motivo del pianto. Animata (forse) da rancore verso il convivente la donna portò il bimbo al pronto soccorso, dove il medico non riscontrò lesioni: zero giorni di prognosi. Denunciò il papà per abuso di mezzi di correzione sul figlio minore. La procura iniziò un’indagine sul papà riscontrando che non alzava le mani e neppure la voce sul figlio chiedendo l’archiviazione. Dopo il ricorso della donna e conseguente apertura del processo, il giudice Gerace ha accolto l’archiviazione, perché è stato impossibile stabilire se il papà al figlio abbia rifilato un ceffone o un buffetto.