LA RAPINA IN TABACCHERIA: “MIO PADRE PESTATO A SANGUE” Parlano moglie e figlia del tabaccaio di 75 anni picchiato e rapinato a Marghera: “Ci sentiamo a rischio, lui è in ospedale”

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“Quando sono tornata ho visto molto sangue per terra. Avevano picchiato mio marito, può immaginare come mi sono sentita”. Non si spegne l’eco della violenta rapina di giovedì sera alla tabaccheria di via Durando a Marghera. “Erano le 18.30 circa – racconta la figlia, Elisabetta – mio padre era da solo perché mia madre era andata pochi minuti in una vicina farmacia. E’ successo tutto molto in fretta”. Rapina in tabaccheria a Marghera ieri 16 febbraio 2017 L’anziano, di 75 anni, ha passato la notte in ospedale. E’ stato colpito alla testa con il calcio di una pistola e ha riportato problemi anche al naso, tant’è vero che venerdì mattina si trovava nel reparto di Otorinolaringoiatria dell’Angelo. I criminali sono due. Arrivano in sella a due vecchie biciclette. Hanno il volto travisato da cappucci e sciarpe: “Mio padre ha detto che si vedevano solo gli occhi”, continua la figlia. Con ogni probabilità sono dei rapinatori seriali, perché come in altre precedenti occasioni tentano di trascinare la vittima di turno verso il retro. Vogliono chiuderla in bagno. “Sono entrati e hanno puntato la pistola al petto di mio padre – spiega la figlia – poi hanno superato il banco e hanno iniziato a trascinarlo. Lui ha cercato di opporre resistenza con le braccia. Per questo l’hanno colpito con il calcio dell’arma. Momenti terribili. Non è possibile vivere così. E’ sempre più difficile la mattina aprire il negozio. Può intuire come ci sentiamo oggi. E’ la terza o quarta rapina che subiamo e uno dei delinquenti che ci ha derubato in passato sappiamo chi è.