KEBAB E CIBO D’ASPORTO E’ BOOM A VENEZIA, 120 LOCALI Il Comune annuncia la stretta sulle nuove aperture in un settore che sta vivendo “un’esplosione” incontrollata

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Non è una novità che la città sia foderata di locali che vendono cibo da asporto. È però una novità il fatto che per la prima volta l’amministrazione comunale stia cercando di mettere un freno a questa proliferazione. Non sarà cosa facile, i ricorsi al Tar saranno dietro l’angolo, ma intanto si cerca almeno di affermare una volontà politica: nuovi locali solo se autorizzati. Questo è reso possibile da un decreto legislativo approvato dal Governo a fine novembre che consente ai Comuni di individuare delle aree in cui subordinare ad autorizzazione l’esercizio di attività commerciali, d’intesa con la Regione e sentita la Sop­rintendenza. Ci sta pensando il presidente della commissione Attività produttive del Comune, Paolo Pellegrini, il quale ha predisposto una mozione, per impegnare il sindaco e la giunta ad adottare un provvedimento limitativo per le attività di vendita e produzione di prodotti alimentari finalizzate al consumo su pubblica via. «Lo scopo è vietare nuove aperture di queste attività – spiega Pellegrini – che non sono compatibili con la vita dei cittadini”.