ISTITUTI POLESANI: LA REGIONE VENETO SI COSTITUISCE PARTE CIVILE Presidente Zaia e assessore Lanzarin: «Responsabilità da accertare, prioritaria la tutela dei pazienti».

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Anche la Regione Veneto ha deliberato costituzione di parte civile contro gli Istituti Polesani di Ficarolo avanti al Tribunale di Rovigo, in vista dell’udienza preliminare per presunta violazione delle norme regionali che regolano l’autorizzazione e l’accreditamento con particolare riferimento agli standard del personale. «Insieme all’Ulss 18 di Rovigo ci siamo costituiti in giudizio per accertare eventuali responsabilità e cominciare a fare chiarezza su una vicenda complessa e spinosa – commenta il presidente della Regione Luca Zaia – Il nostro obiettivo è verificare se ci sia stata indebita erogazione di denaro pubblico e ottenere il risarcimento di eventuali quote del fondo sanitario regionale impropriamente erogate. Abbiamo fiducia nella magistratura perché faccia luce e accerti se qualcuno è venuto meno all’incarico che doveva svolgere». La Regione si costituirà nei confronti dell’amministratore unico degli Istituti Polesani Mauro Mantovani e del suo coordinatore sanitario, dell’ex direttore generale e dell’ex direttore dei servizi sociali dell’Ulss 18, dei direttori dei distretti sociosanitari di Rovigo, Badia Polesine e Alto Polesine e di tre dirigenti regionali della Direzione servizi sociali e del settore Non Autosufficienza. A ciascuno di loro la Procura ha contestato l’omesso controllo e la mancata verifica del rispetto degli standard regionali necessari per l’accreditamento, con conseguente profitto indebito per gli Istituti. «La situazione degli Istituti è complessa e la Regione vuole verificarla senza alcuna preclusione – aggiunge l’assessore al Sociale Manuela Lanzarin – La priorità di questa amministrazione regionale è tutelare i pazienti e i loro familiari, controllare con accuratezza le convenzioni siglate e il pieno rispetto dei requisiti di assistenza e di cura previsti dalle norme vigenti e dal nostro modello di assistenza sanitaria».