GIRO DI TANGENTI SUI DEFUNTI I FILMATI “INCASTRANO” TUTTI

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Dodici dipendenti dell’Azienda ospedaliera addetti all’obitorio e altrettanti titolari di imprese funebri. Sarebbero i protagonisti di una tangentopoli dei morti, pronti a spartirsi mazzette dai 50 agli 80 euro per garantire il servizio di adeguata sepoltura al caro estinto. Concorso in corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, falso ideologico in atto pubblico e truffa ai danni dell’ospedale. Sono le accuse contestate a vario titolo a ventiquattro persone nell’avviso di proroga delle indagini notificato nei giorni scorsi dal pubblico ministero Maria D’Arpa, che coordina il lavoro investigativo dei poliziotti della sezione di polizia giudiziaria della Procura. Con i dipendenti ospedalieri sono finiti sotto inchiesta i titolari di rinomate imprese funebri padovane. I congiunti si erano rifiutati di sottostare all’accordo tra addetti all’obitorio e responsabili delle pompe funebri. Non avevano pagato e i loro cari non erano stati sbarbati e neppure rivestiti. Dipendenti ospedalieri e titolari delle agenzie di pompe funebri sono stati intercettati e filmati, anche nel momento in cui intascavano le mazzette. Il redditizio business che avrebbe consentito a ciascun addetto all’obitorio di intascare 4-5mila euro l’anno sarebbe stato frutto di un accordo spartitorio, a spese dell’Azienda ospedaliera.  In molti casi gli operatori socio sanitari intascavano un’ulteriore mancia dale famiglie. Un vorticoso giro di mazzette che venivano spartite equamente tra l’intera squadra, come gli inquirenti hanno potuto vedere e filmare. Chi invece sceglieva di non pagare subìva dispetti in serie, come il mancato taglio della barba al defunto o lo scomodo collocamento nella bara.