CRISI VENETO STRADE, E’ L’ORA DELLA VERITA’

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Uno spettro si aggira per il Bellunese. Lo spettro della ri-statalizzazione. Nella possibile distensione dell’emergenza Veneto Strade, ecco fare capolino un nuovo pericolo: quello di perdere la direzione territoriale nella cura della rete viaria. E di doversi rivolgere a Bologna. Nessun trucco, nessun inganno: casomai una diretta conseguenza di quello che sta pensando il Governo per risolvere l’annoso problema del finanziamento di Veneto Strade. Soldi per la Provincia per pagare le strade non ce ne sono? Semplice: si riduce il numero di strade provinciali. E si ritrasloca ad Anas una buona fetta dell’asfalto che un tempo è stato delle Strade Statali. Questa la trovata di Roma. Una trovata messa nero su bianco nella lettera che il sottosegretario agli Affari Regionali, il bellunese Gianclaudio Bressa, ha inviato al governatore Zaia. «Da parte di Anas è in corso la riclassificazione della rete stradale trasferita a suo tempo alle Regioni e alle Province – ha scritto Bressa -. La cosa potrebbe ridurre il peso finanziario attualmente in carico a Regione e Province». L’intento è quello di sciogliere il nodo Veneto Strade e di ridurre i costi per la Provincia di Belluno. Del resto, tutti i bellunesi si ricordano cosa è successo quando siamo passati dal compartimento Anas di Bolzano a quello di Venezia: la qualità del servizio è calata vistosamente». Dello stesso avviso anche diversi sindaci, che all’assemblea di Villa Patt di venerdì scorso hanno espresso il loro malumore verso il ritorno di Anas.