CONFAPI: EXPORT DA SEGNALI INCORAGGIANTI, LAVORO – 0,6% Il 2015 segna una ripresa dalle esportazioni delle aziende padovane, che hanno toccato gli 8,7 miliardi di euro, ma l’occupazione è scesa dello 0,6%. Il presidente di Confapi Padova Carlo Valerio: «Torniamo a parlare di jobless recovery, occupazione senza lavoro, ma in parte dipende dalla struttura delle nostre aziende, barche che hanno il vento in poppa ma non sono attrezzate per sfruttarlo. L’Europa? La bistrattiamo, ma è il nostro sbocco principale».

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Jobless recovery. Letteralmente “ripresa senza lavoro”. Un’es­pres­sione che si usa quando, do­po una fase di recessione, l’economia di un Paese riprende a crescere ma non aggiunge posti di lavoro. É quello che sta accadendo nel territorio della provincia. Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, ha messo in relazione i dati relativi all’export che emergono dall’ultima indagine di “Veneto congiuntura” a quelli che riguardano l’occupazione. Ebbe­ne, nel 2015 l’export padovano ha raggiunto gli 8,7mld di eu­ro, segnando un aumento del +2,8% rispetto all’anno precedente. E tuttavia, è una crescita che non produce lavoro: nel settore manifatturiero l’andamento dell’occupazione è negativo (-0,6% contro il +0,1% del 2014). «I segnali di ripresa ci sono, ma le esportazioni non trainano l’occupazione: è questa la sintesi che è possibile fare a partire dai numeri oggettivi. – evidenzia Carlo Va­lerio, presidente di Con­fapi Padova, Asso­cia­zione delle piccole e me­die industrie – La domanda è: perché il mercato del lavoro non trae beneficio da tutto ciò? Va tuttavia sottolineato che il nostro territorio, proprio per le peculiarità delle aziende che lo compongono, spesso a conduzione familiare, ha comunque ridotto meno di altri il personale occupato, mantenendo maggiore stabilità rispetto ad altre aree della nazione anche negli anni in cui la crisi si faceva più sentire. E così, oggi, le attuali forze impiegate possono “reggere” la situazione senza che al momento ci sia bisogno di nuova manodopera».