BOOM DI “SPIONI” TELEFONI CONTROLLATI

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Occhio agli orecchi, perché in Polesine le telefonate scottano. Almeno a giudicare dal boom delle intercettazioni che si è registrato nel corso dell’ultimo anno giudiziario, con le utenze messe sotto controllo dalla Procura di Rovigo che sono passate dalle 81 del periodo che va da luglio 2014 a giugno 2015, alle ben 311 dal luglio 2015 allo scorso giugno. Il numero dei telefoni controllati è quasi quadruplicato, con un aumento percentuale di oltre il 280 per cento. Al punto che la tranquilla Rovigo è la seconda provincia più intercettata del Veneto, dopo quella di Padova, in rapporto al numero degli abitanti. Va detto che la competenza territoriale della Procura di Rovigo, dopo l’accorpamento del Tribunale di Este, si estende anche sulla Bassa Padovana, ma la popolazione di riferimento resta abbastanza bassa, circa 350mila persone. E fra questi, uno su 1.100 ha il telefono sotto controllo. Con­siderando che le telefonate possono avere più destinatari e che ogni telefono riceve a sua volta svariate chiamate, si capisce bene come la possibilità che un colloquio fra due polesani possa essere stata ascoltata da una terza persona oltre ai due interlocutori, è davvero alta.  L’unica realtà che ha una media più elevata in rapporto al numero degli abitanti è Padova, dove viene mediamente intercettata una utenza ogni 925 abitanti, per un totale di 878. Alle spalle di Rovigo, sempre in rapporto alla popolazione, si trova un’altra realtà di piccole dimensioni, quella di Belluno, dove con 172 telefoni intercettati, la media è pari a uno ogni 1.200 abitanti. Ai piedi del podio si trova Verona, con 551 telefoni intercettati e una media di uno ogni 1.600 abitanti.