ALLARME AVIARIA, VETERINARI STREMATI

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Influenza aviaria, l’allarme non si placa. Il Veneto è al centro di un’epidemia ad alta patogenicità da virus H5N8, con quattro focolai confermati in allevamenti, tra cui quello rilevato a Porto Viro a fine gennaio. “Servono investimenti adeguati” per fronteggiare l’emergenza: è questo l’allarme lanciato dal Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica (Sivemp) del Veneto, che si rivolge alla Regione. “Da mesi – dicono dal sindacato – in modo sempre più pressante, chiediamo interventi immediati per potenziare gli organici e l’assetto dei servizi veterinari delle Ulss, e perché la struttura regionale competente abbia una strutturazione adeguata ai compiti da assolvere e al ruolo strategico che riveste. Invano”. Ai quattro focolai veneti, ricorda il Sivemp in una nota, “si aggiungono due casi nel mantovano, nelle vicinanze del confine veronese, che hanno interessato con la zona di sorveglianza, e tutte le restrizioni che questo comporta, parte del nostro territorio e delle aziende venete. E’ indispensabile un’azione tempestiva che contrasti con decisione il contagio e la diffusione dell’infezione”. “L’aviaria – avverte il sindacato – è una delle epidemie potenzialmente più rovinose per il comparto avicolo, ed è al contempo una grave emergenza sanitaria per le caratteristiche zoonosiche del virus”. “Intanto – prosegue il Sivmep del Veneto – la Blue tongue, con l’arrivo della primavera e la ricomparsa dei vettori, anche a causa delle mancate vaccinazioni a tappeto, potrebbe riprendere piede”.