ADDETTO STAMPA E SINDACO “TUTTO OK”

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Nove mesi di reclusione. È la richiesta di condanna pronunciatadal pm Marco Fa­ion, al termine del processo che vede alla sbarra il sindaco Roberto Padrin. Le accuse sono di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per i fatti tra il settembre 2009 e il dicembre 2014, quando Padrin eletto sindaco ha continuato a lavorare come addetto stampa per la Longarone Fiere srl (società controllata al 21,5% dal Comune di Longarone). Al centro della vicenda c’è un articolo del Testo unico ordinamento enti locali che vieta agli amministratori di ricoprire incarichi e assumere consulenze in enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune. Il falso invece sarebbe scattato il 14 giugno 2014, dopo la rielezione di Padrin che avrebbe attestato, in consiglio comunale, di non trovarsi in condizioni di incompatibilità. Per il difensore, l’avvocato Paniz, non c’è nulla d’illegale e Padrin ha fatto anche più di quanto avrebbe dovuto, dimettendosi da Longarone Fiere dopo la vittoria delle elezioni e attendendo il parere legale positivo dell’Anci Veneto, per riprendere a sfornare comunicati. Nessuna incompatibilità e una successiva conferma da Enrico Gaz, uno dei principali esperti di diritto amministrativo.