A PADOVA PRIMO OSPEDALE PER GLI ESPIANTI A CUORE FERMO

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L’azienda ospedaliera di Padova sarà il primo ospedale veneto a eseguire una donazione di organi da donatore a cuore fermo. La tecnica è già operativa da circa un anno e finora in Italia ci sono stati pochi interventi di questo tipo e solo in alcune regioni. Il Coordinamento regionale trapianti veneto coordinato dal cardiochirurgo Giuseppe Fel­trin ha ottenuto il via libera ai trapianti da donatore a cuore fermo dal Centro Nazionale Trapianti e dal Com­itato Reg­ionale per la Bioetica. «Solo ed esclusivamente dopo la morte che deve essere, per legge, accertata con criterio cardiologico o neurologico è possibile proporre la donazione degli organi, che può avvenire in presenza di uno specifico consenso. Quando un paziente subisce un danno cerebrale devastante, totale e irreversibile, che si traduce in morte, il cuore può continuare a battere e irrorare col sangue gli organi potenzialmente utilizzabili per il trapianto, grazie alla respirazione artificiale e alle altre tecniche rianimatorie.La donazione a cuore fermo si può fare quando il paziente muore non a causa di un danno cerebrale ma in conseguenza di un danno irreversibile al cuore, che si ferma. Ora, le attuali competenze scientifiche dan­no la possibilità in questi soggetti, in cui la morte è conseguenza di un arresto cardiaco irreversibile, di utilizzare dei dispositivi che permettono di “nutrire” il fegato, i reni e i polmoni per poterli quindi utilizzare per il trapianto».